lunedì 06 dicembre 2021
 
 

Stampaggio a caldo - News 1

27/07/2012 La procura ordina il sequestro dell'Ilva. Gli operai scioperano.

Decine di manifestazioni e presidiati gli ingressi della città il giorno dopo il sequestro di sei impianti del siderurgico.

È stato confermato lo sciopero ad oltranza nell'assemblea dei lavoratori che si è conclusa poco fa all'interno dello stabilimento Ilva di Taranto. I sindacati hanno sottolineato nei loro interventi la necessità di sollecitare un intervento del presidente Mario Monti sulla vicenda. I lavoratori hanno inoltre confermato la necessità di presidiare tutti gli ingressi nella città di Taranto.
I blocchi stradali organizzati dai lavoratori dell'Ilva stanno provocando notevoli disagi al trasporto pubblico locale. Ci sono presidi di operai in via Cesare Battisti, via Magnaghi, ponte girevole, porta Napoli. In particolare, secondo una nota dell'Amat, i bus delle linee che fanno capo all'ipermercato Auchan sono rimasti fermi per l'impossibilità di riprendere la marcia e i bus in arrivo da Talsano sono stati costretti a fermarsi in via Magnaghi. I mezzi in partenza dal rione Tamburi ora fanno capolinea al piazzale della stazione ferroviaria e tornano indietro, mentre per i bus in partenza dal capolinea del porto mercantile, non potendo superare il ponte girevole, è stato predisposto il nuovo punto di partenza al Lungomare. Infine, i bus della linea 3 partono dal deposito dell'Amat, in via Cesare Battisti, percorrendo viale Magna Grecia-Dante-Margherita-Unicef-deposito. «L'Amat - aggiunge la nota - sta effettuando ogni sforzo per garantire la mobilità ai cittadini, ma tenendo conto dei blocchi e delle deviazioni imposte, il servizio è in sostanza ridotto al 50 per cento. Inoltre, sempre a causa dei blocchi, sono stati numerosi anche i conducenti impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro al deposito di via Cesare Battisti». Ci sono blocchi anche sulla statale 100 Taranto-Bari, la statale 106 jonica, la strada Taranto-Statte. Le forze dell'ordine sono impegnate a deviare il traffico su strade secondarie.

I commenti degli operai:

«In Italia le bonifiche non vengono fatte da oltre 12 anni e a Taranto da 50 anni. È giusto che Taranto sia risanata, ma è giusto anche che l'Ilva continui a produrre. Non c'è futuro senza questa fabbrica»
«Siamo tutti qui a testimoniare la nostra disperazione. Se l'Ilva chiude come faremo, come daremo da mangiare alle nostre famiglie? Siamo ingegneri, tecnici, operai: non c'è distinzione di figure professionali. Siamo tutti nella stessa situazione. Se per loro mandare per strada tutte queste persone è una cosa giusta, io non lo so»
«Il posto di lavoro è la prima cosa, ma si possono conciliare occupazione, ambiente e diritto alla salute»
«Siamo indignati. Pensiamo che non sia corretto quello che sta avvenendo in questo momento verso i lavoratori, verso un'azienda che nel corso degli anni ha fatto passi da gigante rispetto a quella che era la gestione precedente».