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Stampaggio a caldo - Notizie 3

31/07/2012 La produzione industriale a luglio scende ancora

A luglio la contrazione è stata dello 0,4% rispetto a giugno, ordini in calo dello 0,7%. Analisi di confindustria affermano: "riduzioni di attività previste anche nei prossimi mesi".

A luglio la produzione industriale italiana è calata dello 0,4% sul mese prima, quando era stato stimato un calo dell’1,4% su maggio. Si tratta dell’ennesimo calo mensile consecutivo per la aziende del nostro Paese. A misurarlo è stato il Centro studi di confindustria che periodicamente diffonde la fotografia sullo stato di salute del Sistema Italia.

«La produzione media giornaliera è diminuita dell’8% annuo, contro il -8,3% di giugno», dice il Centro studi di Viale dell’Astronomia. Per il terzo trimestre in corso la variazione acquisita è, in luglio, di un calo dell’1,1%, dovuta per tre quarti all’eredità ricevuta dal secondo trimestre. Sull’Italia in cerca di crescita pesa dunque il cattivo andamento dei mesi passati sotto i colpi della crisi.

Nel dettaglio, gli ordini in volume sono in decremento: -0,7% su giugno e -2,9% su anno. Il mese scorso erano diminuiti dello 0,6% su maggio e del 2,4% annuo.

Il peggioramento degli indicatori qualitativi indica, come ha sottolineato il Centro studi, ulteriori riduzioni di attività: secondo l’indagine Istat sulle imprese manifatturiere, il saldo dei giudizi sugli ordini è sceso in luglio a -42 (da -40 di giugno), tornando sui valori di febbraio 2009, per effetto di un maggiore arretramento della domanda estera. Dopo il modesto recupero di giugno, sono tornate a diminuire anche le attese di produzione (saldo a -7 da -5) e di ordini (saldo a -4 da -2). Infine, la risalita dei livelli delle scorte (saldo dei giudizi a 2 da 1), più marcata nel settore dei beni intermedi, riduce le probabilità che nei prossimi mesi si possa avere un contributo alla domanda positivo dalla loro ricostituzione.

La stima sull’andamento del Pil nel 2012 è scesa a un brutto -2% e oltre. Niente ripresa, neanche un accenno, come era stato ipotizzato in precedenza. La recessione si è fatta più pesante e le previsioni di Commissione europea e Fondo monetario internazionale sono state riviste al ribasso più volte. Il Pil, secondo una media delle stime di Ue, Fmi e Banca d’Italia, si contrarrà di oltre due punti percentuali.

L’allarme è stato lanciato, di recente, dallo stesso Centro studi di Confindustria negli Scenari economici di giugno. L’analisi sottolineava come «l’impatto sull’economia del credit crunch, che si è aggravato dopo l’estate 2011, persisterà per buona parte della seconda metà del 2012». Secondo il Centro studi di Confindustria, il totale dei prestiti erogati alle aziende italiane si è ridotto per sei mesi di fila a partire dall’ottobre 2011fino a marzo 2012. A pesare è anche l’andamento dello spread volato alle stelle nelle ultime settimane, insieme alle tensioni sui mercati finanziari. Mentre la crisi bancaria spagnola non ha di certo aiutato.